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Nel Novecento, l’autenticità dell’individuo diventa un nodo cruciale: l’io si frantuma a causa dell’avvento della società di massa e delle nuove scoperte psicanalitiche. Gli autori smascherano l’illusione di un’identità unitaria, esplorando la profonda crisi dell’uomo contemporaneo. Maestro indiscusso della crisi d’identità è Pirandello che attraverso il suo celebre contrasto tra vita (il flusso autentico, libero e mutevole) e forma (le convenzioni, i ruoli e le “maschere” che la società ci impone), dimostra che l’individuo non riesce mai a essere autentico, ma è costretto ad apparire.